Influenza aggressiva ma meno contagiosa

SALUTE • Intervista al dottor Angelo Pan sulle caratteristiche del ceppo di quest’anno e le vaccinazioni necessarie

Benedetta Fornasari
Con l’arrivo dell’autunno, complici gli sbalzi termici stagionali e le temperature ballerine, dobbiamo fare i conti con il ritorno delle sindromi influenzali. Dalla fine di settembre sono in aumento le forme simil-influenzali (tosse, raffreddore e febbre) causate da virus più leggeri, ma sono stati accertati anche i primi casi di influenza che per la stagione 2019-2020 si annuncia più aggressiva, ma meno contagiosa rispetto all’anno scorso, con una previsione di circa sei milioni di italiani costretti a letto tra il mese di novembre del corrente anno e il prossimo aprile. Gli esperti consigliano la vaccinazione a tutta la popolazione, non solo alle categorie più a rischio fra cui gli over 65, i bambini al di sopra dei sei mesi, i ragazzi e gli adulti fino a 65 anni affetti da malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (per esempio i pazienti diabetici e i soggetti affetti da patologie che colpiscono l’apparato respiratorio e cardio-circolatorio, gli immunodepressi), le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in stato di gravidanza, i familiari e i contatti di soggetti ad alto rischio. Tutte queste persone possono sottoporsi gratuitamente alla profilassi. Il Ministero della Salute ha attivato, dalla metà di ottobre e fino a fine dicembre, la campagna di vaccinazione antinfluenzale, con un obiettivo di copertura minima dell’intera popolazione pari al 75% e il 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio. Abbiamo chiesto il parere del medico Angelo Pan, direttore della Unità Malattie infettive dell’Asst di Cremona.

Quali caratteristiche presenta l’influenza di quest’anno?
«I ceppi virali attesi sono ancora H1N1 e H3N2 per quanto riguarda il virus influenzale di tipo A, più contagioso e aggressivo, che determina il 95% delle forme influenzali; il restante 5% è causato dal virus influenzale di tipo B. Quest’anno non ci sono virus realmente nuovi, ma solo variazioni dei ceppi virali dello scorso anno. L’influenza ha sempre un andamento epidemico ed è gravato da una morbosità e mortalità significative. Durante la stagione invernale si hanno anche molte infezioni simil-influenzali, causate da numerosi virus che hanno generalmente una diffusione più limitata così come una morbosità e mortalità meno elevate. I virus che causano queste forme sono molto numerosi: ricordiamo fra gli altri il coronavirus, l’arenavirus e il virus respiratorio sinciziale. Credo che per
capire se l’influenza di quest’anno sarà particolarmente insidiosa dovremo aspettare qualche settimana: il sistema di Sorveglianza epidemiologica ministeriale è attivo dal 14 ottobre e non è ancora stato pubblicato alcun bollettino attraverso il sistema Influnet, la rete di medici “sentinella” costituita da medici di Medicina generale e di Pediatri di libera scelta, reclutati dalle Regioni, che segnalano i casi di sindrome influenzale osservati tra i loro as-sistiti. Per l’imminente stagione influenzale si stimano 6 milioni di infetti, un valore nella media dato che la percentuale dei contagi normalmente si attesta tra il 7% e il 15% della popolazione. L’anno scorso l’influenza è stata contratta da 8.700.000 persone. Il picco di solito si verifica alla fine di febbraio, ma negli ultimi anni è stato più precoce».

Quali sono i sintomi e quali le differenze tra influenza e forme parain- fluenzali? 
«L’influenza è una malat- tia di origine virale che causa disturbi di diverso genere alle vie aeree. La gravità dipende dallo stato di salute del soggetto col- pito e dalla aggressività del virus. Spesso si parla di malanni di stagione mentre è bene ricordare, senza creare allarmismi, che l’influenza è una vera a propria malattia da non sottovalutare. I sintomi influenzali sono tanti e di diversa intensità, ma normalmente consistono in raffreddamento, tosse, mal di gola, febbre di solito superiore ai 38°C, che dura tra i tre e i quattro giorni, mal di testa, malessere generale, disturbi gastrointestinali quali diarrea, vomito e nausea con mancanza di appetito. Le forme influenzali più gravi portano a rischiose complicanze, in particolare la polmonite che, nei casi più gravi, può portare anche a insufficienza respiratoria. I casi segnalati durante l’estate e all’inizio dell’autunno, di cui abbiamo avuto notizie sui media, fanno parte di infezioni influenzali che si possono verificare normalmente durante tutto l’arco dell’anno, anche al di fuori dei periodi epidemici».

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