Trovato il cadavere di Fiori La scomparsa resta un giallo

ISTANBUL • Tragica fine per il manager originario di Soncino: non si esclude alcuna ipotesi 


di Enrico Galletti 

Il ritrovamento è avvenuto giovedì in riva al mare. Il cranio fracassato e le cicatrici sul volto. Un tragico epilogo per la vicenda di Alessandro Fiori, 33 anni, il manager originario di Soncino (provincia di Cremona) che il 12 marzo era partito per una breve vacanza ad Istanbul. 
Da due settimane si erano perse completamente le tracce di Fiori. A mobilitarsi, oltre alla sua famiglia, era stato il programma tv Chi l’ha visto condotto da Federica Sciarelli su Rai 3, lo stesso programma che due giorni fa ha dato conto del ritrovamento del cadavere del cremonese nella zona di Sarayburnu, vicino al palazzo di Topkapi. 
La conferma del ritrovamento è arrivata anche dalla Farnesina, che ha invitato a muoversi con 
cautela sulla vicenda, in quanto la famiglia di Fiori ha chiesto che venga mantenuto il massimo riserbo. La vicenda del manager di Soncino, però, si tinge sempre più di giallo. Mentre la Procura di Roma apre un fascicolo per omicidio, non si esclude nessuna ipotesi, nemmeno quella del suicidio. Amici e familiari del 33enne, però, si dimostrano poco propensi a dare credito a questo scenario, precisando che Fiori non ha mai dato, in passato, chiari segnali di volersi togliere la vita. La sua vita - si apprende da chi lo conosceva da vicino - era ricca di interessi che andavano oltre il lavoro, dove c’era spazio un po’ per tutto: dalle passioni al lavoro. Anche per questo si cerca di fare chiarezza sulla tragica fine del cremonese. 
Alessandro Fiori viveva da diversi anni a Milano, ma a casa, a Soncino, tornava spesso. Lavorava per la GemWater, una multinazionale che opera nel settore delle depurazioni. I suoi viaggi erano piuttosto frequenti, Fiori era stato anche in Medio Oriente. E dietro al ritrovamento del cadavere del 33enne si fa largo un’ipotesi dai contorni oscuri: ci sarebbe traccia del tentativo di prelevare 7 mila euro in contanti proprio dalla sua carta di credito. Un’operazione che aveva dato esito negativo, poiché superava il tetto massimo dei 3 mila euro prelevabili in contanti al bancomat. Ma il dato, in ogni caso, resta. E continua a far riflettere. Tra il 13 e il 14 marzo Fiori aveva già effettuato un prelievo di 2mila euro. Ed è abbastanza improbabile che il manager di Soncino non fosse a conoscenza del limite giornaliero di contanti prelevabili dalla carta di credito. Non si esclude nessuna ipotesi, nemmeno quella che Fiori sia finito nelle mani di alcuni rapinatori e sia stato costretto a prelevare i contanti dal proprio conto per poi consegnarli a terzi. Non irrilevante è anche il dettaglio del cadavere martoriato, pieno di lividi e di escoriazioni sul volto. Un dato che per la polizia turca non è sufficiente per escludere l’ipotesi del suicidio. 
La procura di Roma, inve-ce, nel fascicolo, parla già di omicidio. Nei prossimi giorni si cercherà di fare chiarezza sulla morte di Alessandro Fiori. Una scomparsa che fa discutere, dove nessun dettaglio è lasciato al caso. Neppure quel volto martoriato e pieno di lividi che obbliga a interrogarsi e a continuare nelle indagini, serratissime, verso la verità. 



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