AMARCORDSPORT – 3: EUGENIO MONTI

Eugenio Monti è stato un grande sportivo italiano: prima sugli sci poi, a seguito di un brutto infortunio, un campione di bob.


Nacque a Dobbiaco il 28 gennaio 1928. E' stato uno degli atleti più titolati nella storia del bob, ma un episodio in particolare ne fa il primo atleta della storia a ricevere la medaglia Pierre de Coubertin per sportività e altruismo. Era il 1964 e si svolgevano le Olimpiadi invernali a Innsbruck, dove vinse due medaglie di bronzo (con Sergio Siorpaes nel bob a due e con Sergio Siorpaes, Benito Rigoni, Gildo Siorpaes nel bob a quattro). In quella occasione compì un gesto di grande sportività che ne fece il primo atleta della storia a vincere la medaglia Pierre De Coubertin. All'equipaggio britannico di Tony Nash e Robin Dixon si era rotto un bullone e Monti prestò loro il suo. I britannici poterono così gareggiare e vinsero la medaglia d'oro, mentre e Monti e Sergio Siorpaes arrivarono terzi . Rispondendo alle critiche della stampa italiana, Monti disse «Nash non ha vinto perché gli ho dato il bullone. Ha vinto perché è andato più veloce.» 
Eugenio Monti aveva iniziato la sua carriera sportiva come sciatore e nel 1949 divenne campione italiano di slalom gigante e nel 1950 nelle due discipline gigante e speciale. Si distinse anche nella discesa libera, riuscendo a battere a Chamonix Zeno Colò. “Rosso volante” era il soprannome che gli attribuì Gianni Brera. 
Monti aveva appena 20 anni e si presentava come una delle migliori promesse dello sci italiano, ma la sua carriera venne presto stroncata: il 23 gennaio 1951 cadde durante un allenamento al Sestriere rompendosi i legamenti del ginocchio; l'anno successivo un secondo incidente a Cervinia gli precludeva definitivamente l'attività agonistica. 
Decise allora di dedicarsi al bob. Nel 1954 Eugenio Monti conquistò il suo primo titolo italiano, utilizzando un nuovo modello di bob creato a Cortina d'Ampezzo. Nel 1957, in coppia con Renzo Alverà, vinse il primo oro mondiale nel bob a due. 
Nel 1960, a Cortina, divenne campione mondiale sia nel due che nel quattro. In tutta la sua carriera le medaglie mondiali furono dodici (di cui undici d'oro) e quelle olimpiche sei (due d'oro, due d'argento e due di bronzo). All'Olimpiade di Grenoble 1968, sulla pista dell'Alpe d'Huez, alla veneranda età di 40anni Monti riuscì a vincere la medaglia d'oro sia nel due con Luciano de Paolis sia nel quattro, con lo stesso de Paolis, Mario Armano e Roberto Zandonella. Monti non ebbe una vita facile, colpito da numerose traversie: la separazione dalla moglie, la partenza della figlia per gli Stati Uniti, la morte del figlio, una denuncia per danno ambientale poi la malattia: il morbo di Parkinson. Il 30 novembre del 2003 decise di farla finita con un colpo di pistola. Per sua volontà il suo fegato fu trapiantato. 




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