COSA FANNO I GIOVANI CHE NON STUDIANO E NON LAVORANO?


In Europa, l’Italia ha il record di NEET, l’acronimo con cui si indicano i giovani tra i 15 e i 24 anni che non lavorano e non si trovano nel sistema scolastico (not in education, employment or training). Sono in totale circa il 20%, praticamente un giovane su cinque. Ci sono più NEET in Italia che in Grecia, Spagna e Bulgaria, quasi il doppio della media europea, dove i NEET sono l’11,5 per cento del totale dei giovani, a dirlo è il rapporto sulla occupazione e sviluppi sociali della Commissione europea.

Solo Grecia e Spagna hanno un tasso di disoccupazione giovanile più alto e inoltre l’Italia è il paese dove i giovani ottengono i lavoro peggiori: il 15 per cento del totale riesce a trovare soltanto contratti atipici ed è quindi considerato a «rischio precarietà». In media, nel nostro paese, chi ha meno di 30 anni guadagna il 60 per cento in meno di chi ne ha più di 60. 

Chi mantiene questi giovani?

Non certo lo Stato. Sono le famiglie che hanno generato una sorta di “stato sociale alternativo” in cui anziani e pensionati contribuiscono con le loro risorse al mantenimento delle generazioni più giovani.
Quanto potrà durare?

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