Quando il regalo è un modo per aiutare il prossimo

Quest’anno gli ospiti delle case di riposo hanno inviato le lettere a Babbo Natale affidando loro i propri desideri. I primi regali sono arrivati a Robecco d’Oglio
L’iniziativa “I nipoti di Babbo Natale” creata dall’Associazione “Un sorriso in più” coinvolge i nonni di tutta Italia
di Enrico Galletti 

Mentre si avvicina Natale, in molte case di riposo arrivano dei pacchi. Spediti da tutta Italia, alcuni dall’estero, ognuno con un contenuto diverso e la diverse strutture. Quest’anno i «nonni 3.0» hanno scritto a Babbo Natale, hanno affidato i loro desideri a un portale, «I nipoti di Babbo Na- tale», creato dall’Associazione «Un Sorriso in più». E non passa giorno senza che almeno uno di questi desideri si realizzi. I primi pacchi, che possono essere spediti da chiunque, controllando le richieste pubblicate sul sito, sono arrivati agli ospiti della casa di riposo di Robecco d’Oglio. Tanti sogni e la speranza che si avverino. «Accarezzare un cavallo», chiede qualcuno, «andare al mercato del paese come ai vecchi tempi», «salire per la prima volta a bordo di un aereo», «ricevere un paio di cuffiette» per chiudere gli occhi e perdersi nelle melodie della propria vita. Qualcuno ha chiesto l’abbonamento a un giornale per non perdere mai il filo, altri chiedono la serenità, pensando ai figli e ai nipoti sparsi per il mondo. Prima la letterina e poi il regalo, tutto come ai vecchi tempi. 

REGINA
«Vorrei tornare a ballare in discoteca, a 88 anni» 
«Da piccola scappavo dalla mia famiglia, anche nel cuore della notte, e mi davo appuntamento con le mie amiche. Ci divertivamo un mondo, andavamo a ballare, era il periodo dei primi fidanzati...». Regina, 88 anni, sogna in grande. «Il mio desiderio? Ritornare in una balera, oppure in una discoteca di oggi, vestita di tutto punto. Magari con un vestito intero e i brillantini. Ci ritornerei con le mie amiche, ho 88 anni ma ballo e canto come una volta. Ho ancora voglia di scatenarmi, chi l’ha detto che non sono più giovane?». 


PALMIRO
«Dopo una vita di regali ora aspetto che arrivi il mio» 
Palmiro, di anni, ne ha 93. E ancora ricorda quando, dopo il matrimonio con la sua inseparabile Carla, a 25 anni, era lui a pensare ai regali. Ogni giorno di festa era l’occasione buona per tornare a casa con un pacchetto da far scartare alla sua metà. Ora che qualcosa è cambiato, la sorpresa se la aspetta lui. «Ogni settimana tornavo da mia moglie e le facevo una sorpresa, la portavo a scoprire il mondo, cercavo di vivere con lei emozioni ed esperienze che mi permettessero di sorprenderla ogni giorno un po’ di più. Quanto mi mancano quei tempi». E adesso? «Non ho richieste particolari, un regalo deve stupirti, e quindi mi aspetto qualsiasi cosa. In fondo conta il pensiero...»

BATTISTA
«Il mio sogno? Indossare la maglia di Davide Astori» 
Battista, 69 anni, è sempre stato uno sportivo. Un tifoso accanito della Fiorentina, sin da piccolo lo stadio come seconda casa. Per Natale ha deciso di rendere omaggio «a un campione che se ne è andato troppo presto». A Babbo Natale ha chiesto la maglia numero 13 di Davide Astori, scomparso a inizio marzo a 31 anni. Vorrebbe indossarla il giorno di Natale, per ricordare le emozioni della sua squadra. «Chissà – spiega – di riuscire un giorno a tornare a sedermi sulla poltroncina dello stadio, come succedeva ai vecchi tempi...» 


ILEANA: 
«Ero soprano, mi scioglierei vedendo un pianoforte» 
«Papà Ernesto era un baritono, con una carriera avviata, ha cantato anche a Monza, per il re. Era bravo, doveva andare in America con Toscanini ma non aveva i soldi e ha rinunciato per sempre alla sua passione. Crescendo anch’io ho scoperto di avere una bella voce, ero soprano». Ileana, 79 anni, ancora si commuove ricordando il suo passato seduta su una poltrona del centro anziani. «Ho suonato per quattro anni il pianoforte in collegio e, quando ho espresso il desiderio di studiare canto, mio papà me l’ha proibito, non voleva che provassi lo stesso dolore che aveva provato lui». Da qui il desiderio di nonna Ileana: «L’amore per la musica classica non mi ha mai abbandonato. Farei qualsiasi cosa pur di vedere un pianista professionista suonare per me. L’ho chiesto a Babbo Natale, chissà...».

NIVES 
«Per Natale? Cotechino e un buon vino» 
Nives, 92 anni, rimpiange i tempi della sua terra, le scampagnate in giro per i campi, le gite fuori porta e, soprattutto, la tradizione che arrivava dritta dritta in tavola dalla cucina di sua madre. E’ per questo che, per Natale, ha chiesto «il pranzo di una volta». Sulla pagina bianca su cui sono appuntati tutti i desideri, Nives ha scritto: «Mi piacerebbe pranzare con un cotechino nostrano, prodotto da qualche nonno e fatto in casa, con una buona bottiglia di vino rosso». Poi la precisazione: «Il vino, preferibilmente, non nel cartone, vorrei una buona bottiglia...».




VITTORIA 
«Una sarta ha vestito la mia bambola (su misura)» 
Vittoria, 93 anni, gira per la casa di riposo tenendo in braccio la sua bambola. Dormono insieme, sono inseparabili, grazie a lei ha intrapreso un percorso di doll therapy. Il Na- tale è l’occasione per parlare del suo regalo: «Mi sono accorta che è sceso il freddo, e siccome la mia bambola è come una figlia, vorrei coprirla come si deve. Servono assolutamente dei vestiti più pesanti per lei». Una signora, qualche giorno fa, ha proposto di esaudire il sogno di nonna Vittoria per la sua bambola. Costruirà lei dei vestiti pesanti realizzati a maglia. E su misura.

NINA 
«Vorrei diventare ricca per aiutare gli altri» 

Nina, 104 anni, lo ha detto chiaro e tondo: il suo sogno sarebbe quello di essere la donna più ricca del mondo. Ma quando medici e infermieri hanno strabuzzato gli occhi ha precisato: «Per esserlo, mi basta tanto amore e un centinaio di euro». In poche ore, quel desiderio si è realizzato. E alla do- manda delle educatrici, che le hanno chiesto come avrebbe investito i suoi soldi, la risposta è stata chiara: «Voglio fare del bene, aiutare le persone che non hanno una casa, che vivono in mezzo alla strada. Intanto i miei soldi li donerò alla parrocchia, che mi ha promesso che ogni mese invierà un ce- sto di prodotti alimentari alle famiglie in difficoltà». Il Natale di Nina è dedicato agli altri, «perché – spiega – è attraverso l’aiuto reciproco che si ritrova la serenità».

PASQUA 
«Mi basterebbe riabbracciare i miei nipoti»

l sogno nel cassetto di Pasqua, 91 anni, parla della sua famiglia. Il Natale lei lo trascorrerà alla casa di riposo, dove organizzeranno un pranzo e anime- ranno la giornata. I suoi parenti vivono lontano, ma lei li ricorda ogni giorno, ancora di più adesso che si avvicina il Natale. «Il mio desiderio – ha scritto su una pagina bianca – è quello di poter riabbracciare tutte le mie cinque nipoti. Non ho figli, non mi sono mai sposata. I miei nipoti vivono tra la Puglia e Milano, si sono trasferiti per motivi di lavoro. Non so se sarà realizzabile, non vengono mai a trovarmi... Io ci provo».







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