Grandine, ora si fa la conta dei danni

MALTEMPO • Anche il Cremonese colpito dalla bomba d’acqua di martedì: il bilancio di Coldiretti 


Anche il territorio cremonese ha fatto i conti con le bombe di grandine che, in modo particolare lo scorso martedì, si sono abbattute su buona parte della regione. Lo rende noto la Coldiretti Lombardia che ha disegnato la prima mappa regionale della devastazione provincia per provincia, sottolineando come i chicchi di ghiaccio abbiano colpito frumento, mais, orzo e ortaggi, mentre negli alpeggi è andato distrutto il foraggio per le mucche che dovevano salire sui pascoli. In Valtellina le forti piogge stanno allagando campi e pascoli, ingrossando fiumi e torrenti. Nel Cremonese – precisa la Coldiretti – nel tardo pomeriggio di martedì una violenta grandinata si è abbattuta sul territorio casalasco tra i comuni di Gussola, Torricella del Pizzo, Scandolara, Motta Baluffi, Cingia de’ Botti e Torre de’ Picenardi. I danni maggiori si sono registrati sulle coltivazioni prossime al raccolto come frumento, orzo e piselli. La tempesta ha spezzato anche le pianticelle di pomodoro e mais, le zucche e gli ortaggi in campo. Nella Bergamasca – continua la Coldiretti Lombardia – la grandine ha colpito la Valle di Scalve, dove è andato distrutto il primo raccolto di fieno. Prati imbiancati nella zona di Schilpario, dove in questi giorni avrebbero dovuto pascolare le mucche che invece così non potranno trovare l’erba di cui cibarsi. «Per noi allevatori - spiega Giovanni Giudici, allevatore - è un danno gravissimo. Dovremo riprogrammare tutta la stagione e saremo costretti a comprare il foraggio per dare da mangiare ai nostri animali, con un forte aumento dei costi”. Anche nella zona di Gazzaniga, in Valle Seriana, un forte vento ha spianato il frumento in campo e la violenta grandinata che è seguita lo ha distrutto. Problemi inoltre in Valle Imagna tra Fuipiano, Brumano, Rota d’Imagna e Sant’Omobono Terme, dove il primo taglio di foraggio che era pronto per essere raccolto è andato perso totalmente. Danni si sono contati anche nel Bresciano: in Vallesabbia campi allagati e prati completamente distrutti. Grandine anche sulla zona di Brescia città e sul lago di Garda. In Vallecamonica, oltre all’erba medica, sono andati persi mirtilli e zucchine. A nord di Leno e di Ghedi colpito il mais. Ortaggi in pieno campo, fiori e strutture danneggiati anche nelle province della Lombardia settentrionale: la grandine ha colpito l’arco alpino e prealpino, interessando le valli che collegano il Varesotto al Lecchese. Anche meli, peri e peschi sono stati vittime del maltempo. Secondo un monitoraggio della Coldiretti nazionale le ultime tempeste di ghiaccio e acqua hanno fatto salire di un metro il livello del Po al Ponte della Becca a Pavia ed esondare il lago di Como. La grandine è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché provoca danni irreparabili alle coltivazione mandando in fumo un intero anno di lavoro. Ne abbiamo avuto prova negli anni, durante la stagione estiva, anche nel nostro territorio. Stando invece ai dati, dall’inizio del 2019 in Italia sono state registrate ben 86 grandinate, più di una ogni due giorni, con un balzo del 48% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo i dati Eswd, la banca dai degli eventi estremi in Europa. Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua intense ed impreviste i cui effetti si fanno sempre più devastanti. 





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