Mi rilascia lo scontrino? Sa, mi serve per la lotteria

FISCO • Dall’inizio del 2020 attesa la novità che vuole combattere l’evasione fiscale

VANNI RAINERI
All’inizio sembrava una battuta, tanto che le è valsa l’inserimento nel nostro spazio di satira in prima pagina, ora però la lotteria degli scontrini sta diventando realtà. Per convincere gli italiani a farsi rilasciare la fattura, cosa c’è di meglio che legarla a un concorso a premi, data la grande passione italica per lotterie e affini? Nell’ambito della lotta all’evasione, che dovrebbe garantire allo Stato in un anno una decina di miliardi scarsi di euro (questo prevede la legge di Bilancio in fase di definizione), non c’è solo la lotta all’uso del contante di cui abbiamo già riferito, ma anche lo stimolo a farsi rilasciare il famigerato scontrino attraverso una lotteria. In realtà sulla cosa si lavora da un paio d’anni, da quando il governo Gentiloni la previde già nella sua Legge di Bilancio; il rinvio fu provocato dall’attesa della fatturazione elettronica, che per ora è limitata a chi ha un volume d’affari superiore ai 400mila euro, ma dal 1° gennaio varrà per tutti. Inoltre la norma è già stata adottata in altri paesi europei, quali il Portogallo, Malta e la Slovacchia. L’obiettivo non è solo quello di rilasciare scontrini, ma anche di pagare con moneta elettronica. Un doppio fine che si potrà raggiungere in quanto ogni acquisto darà diritto a biglietti virtuali che danno diritto a partecipare all’estrazione dei premi. Nel 2020 si prevedono tre estrazioni mensili (ognuno con premi di 50mila euro per il primo estratto, 30mila per il secondo e 10mila per il terzo), che nel 2021 dovrebbero passare a una a settimana. Oltre a questo, ci sarà anche un’estrazione finale una volta l’anno, cui parteciperanno tutti gli scontrini emessi nei 12 mesi. Il premio in questo caso sarà di un milione di euro. Perché è lotta al contante? Perché chi pagherà con bancomat o carta di credito avrà diritto, almeno così sembra, a un numero doppio di biglietti virtuali. Inoltre chi paga in contanti sarà anche penalizzato dall’obbligo di dare il proprio codice fiscale all’esercente.
Una volta a casa, il cliente potrà verificare su un sito apposito i biglietti in suo possesso, e le estrazioni effettuate. L’innovazione si inserisce nel quadro dei tanti tentativi “creativi” per combattere l’evasione fiscale. Anche questo suscita alcune critiche. Ad esempio, stabilito che l’amministrazione finanziaria avrà a disposizione una massa ingente di informazioni, raccolte incrociando per ogni singolo utente Iva, redditi dichiarati e acquisti effettuati, sarà in grado di elaborarle o questa ingente mole di informazioni giacerà inutilizzata? E’ in grado l’Agenzia delle Entrate di mostrare efficacia nell’analisi di dati che si presumono in grande aumento? Ha in dote personale sufficiente, e soprattutto formato per tale compito?
Altro punto: il numero di biglietti virtuali aumenta con l’aumento del prezzo pagato o uno scontrino varrà un biglietto a prescindere dal suo valore? Le conseguenze sono facili da immaginare. Stando alle ultime informazioni, la lotteria inizierà il prossimo 1° gennaio.

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