«Giocare? E’ una decisione oscena»


CALCIO SERIE C • Massimiliano Marinelli, presidente della Pergolettese, commenta con amarezza il ritono in campo per i playout


MASSIMO MALFATTO
Nei giorni scorsi il Consiglio federale ha deciso che il campionato di Lega Pro non si chiuderà con la regular season, bensì con la post season. Questo vuol dire che la Pergolettese dovrà giocarsi la salvezza in serie C ai playout contro la Pianese. Incontro di andata previsto per il 27 giugno in Toscana, ritorno il giorno 30: entrambe le partite (a porte chiuse) non si disputeranno sui terreni di gioco delle due squadre, perché inagibili, sia quello di Piancastagnaio (si giocherà a Grosseto), sia il “Voltini” (Piacenza o Monza le possibili candidate). Allenamenti individuali per i giocatori gialloblu in attesa dell’esito del terzo tampone in programma nei prossimi giorni. Una decisione attesa quella dei playout, ma il presidente Massimiliano Marinelli (nella foto) non nasconde la sua contrarietà: «Una scelta assurda, che non ha tenuto conto del parere dei medici di serie C, anzi il potere di qualche club ha fatto cambiare idea ai sanitari. Avremmo voluto riprendere a settembre con gradualità, non giocando due gare in fretta e furia: decisione oscena! Tutto è incoerente e questo sistema calcio rischia di far disinnamorare tanti presidenti, tra cui il sottoscritto e molti tifosi. Le assurdità principali della scelta del Consiglio federale sono tre: in primis il decretare le retrocessioni d'ufficio che, con 33 punti ancora in palio, alcune squadre si sarebbero potute salvare ed altre evitare i playout. Illogico poi il dover richiamare la squadra ad allenarsi dopo 100 giorni di stop, in un periodo in cui si fatica a trovare le risorse per andare avanti. Sia chiaro che sostenere i costi dei tamponi e spese mediche è giusto, perché si deve essere tutti in sicurezza, ma poteva essere evitata la scelta di giocare. Altra incongruenza è che nella mia comunità se ne sono andate quattro persone vicine alla società e Crema è stata una delle zone maggiormente colpite dalla pandemia: come si può pensare di far disputare delle gare nel nostro stadio? Ci hanno obbligati a giocare e lo faremo, ma con uno stato d’animo di schifo verso questo calcio che guarda solo agli interessi economici e non al resto. Io non so in quanti credono ancora in questo sistema, la serie C in queste condizioni non doveva riprendere». Test medici • La società comunica che tutti i tamponi effettuati al gruppo (squadra, giocatori, staff tecnico, dirigenti e collaboratori), ha dato esito negativo. In attesa di effettuare il secondo giro di tamponi e di completare tutti gli esami previsti dal protocollo sanitario, proseguono gli allenamenti individuali.

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