Gentili, Montesano e Rodini a caccia della gloria olimpica

 VERSO TOKYO • Canottaggio: Giacomo Gentili punta decisamente al podio nel quattro di coppia, mentre Valentina Rodiniè competitiva nel doppio. Per Alessandra Montesano nel quadruplo è già un successo esserci

FABIO VARESI
Con tre cavalieri delle acque e uno staff di provata esperienza, è addirittura di sei unità la presenza cremonese alle Olimpiadi di Tokyo nello sport del remo. E i tre atleti possono far molto bene, addirittura due puntano decisamente al podio. Partiamo da Giacomo Gentili (24 anni), cresciuto alla Bissolati e capovoga dell’ambizioso quattro di coppia campione del mondo nel 2018 e fresco campione d’Europa. «Sicuramente sono molto emozionato per la mia prima Olimpiade ed anche se mi attendono tre settimane molto stressanti, cerco di stare tranquillo. Le prospettive sono di andare bene, visto che da tre anni siamo competitivi e dobbiamo chiudere un po’ il cerchio con questi Giochi Olimpici. Tra gli avversari più pericolosi c’è l’Olanda, negli ultimi anni molto forte, ma non bisogna sottovalutare la Gran Bretagna, la Norvegia e la Germania, a medaglie nelle prove di Coppa del Mondo. Partecipare alle Olimpiadi era il sogno da quando ho iniziato a remare e ovviamente a Tokyo vogheremo per il buon Filippo (Mondelli, da poco scomparso e sulla barca campione del mondo tre anni fa)».
Per Valentina Rodini (26 anni), anche lei cresciuta alla Bissolati con Gigi Arrigoni, è invece la seconda avventura olimpica, sempre sull’amato doppio Pesi Leggeri, argento continentale: «Non vedo l’ora di partire. Stavolta sono più consapevole di quello che ci aspetta e voglio riuscire a mettermi in gioco al 100%. Prospettive? Chi andrà più veloce vincerà, semplice. Noi (con Federica Cesarini) ce la metteremo tutta per far andare la nostra barca il più veloce possibile. Tutto può succedere e noi saremo a Tokyo per fare tutto il possibile e del nostro meglio. Avversari? Olanda in primis e poi Inghilterra, Francia, Romania e Usa. Insomma, non avremo vita facile. Non avrei mai pensato di arrivare a gareggiare alle Olimpiadi, ma ci sono riuscita con un susseguirsi di piccoli passi. E sicuramente sono super felice che sia successo. Ho lavorato tanto per questo e ora sta per cominciare».
Anche per la casalasca Alessandra Montesano (23 anni), cresciuta all’Eridanea con il campione olimpico a Seul ’88 Gianluca Farina, si tratta dell’esordio a cinque cerchi. «Sono carica, entusiasta e con tanta voglia di fare. Sembra ancora tutto un po’ surreale, sia per la situazione che stiamo vivendo e perché l’abbiamo aspettata così tanto. Ma si sta concretizzando sempre di più e non vedo l’ora, sarà un’esplosione di adrenalina ed energia pura. Il nostro primo obbiettivo nel quattro di coppia è sempre arrivare in finale. Poi da lì è tutta un’altra gara. Si può dire che alle Olimpiadi si riparte da zero, perché è una gara a sé: ogni nazione si prepara in modo differente rispetto a qualsiasi altra competizione continentale o mondiale, quindi non si sa con assoluta certezza chi e quanto possa essere forte. Noi vogliamo dimostrare che l’Italia c’è e che non si tira indietro. Speriamo di vedere più schiene possibili delle nostre avversarie. Quelle più temute sono indubbiamente Cina, Germania, Olanda e Polonia. Anche la Gran Bretagna si è dimostrata essere veloce all’Europeo. A Tokyo ci scontreremo anche contro tutte le altre nazioni qualificate che non abbiamo avuto la possibilità di incontrare».
Sognavi da bambina di partecipare alle Olimpiadi? «In prima liceo la nostra professoressa di italiano ci aveva fatto scrivere su un post-it, da sotterrare in una scatolina nel giardino della scuola e riaprire al diploma, i nostri sogni e obbiettivi. Uno di quelli era proprio partecipare alle Olimpiadi e ora sto aspettando solo di essere in partenza, pale in acqua, pronta per gareggiare».

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