TiBre: parte l’appello al premier Draghi

IL DOCUMENTO È STATO SOTTOSCRITTO DAI 4 PRESIDENTI DELLE PROVINCE DI CREMONA, MANTOVA, PARMA E VERONA E DA 27 PARLAMENTARI


VANNI RAINERI 

La notizia la demmo in anteprima lo scorso 10 luglio, ed era una notizia non banale: i presidenti delle 4 province interessate erano intenzionati a scrivere al premier Draghi sollecitando la realizzazione, anzi il completamento (è stato realizzato il primo tratto da Fontevivo a Trecasali nel Parmense) della bretella autostradale Tirreno-Brennero. Inutile nei giorni successivi approfondire il tema: il tutto era rimandato ad una conferenza stampa congiunta che si sarebbe tenuta nelle settimane successive. Questa settimana finalmente ciò è avvenuto, attraverso una videoconferenza che martedì ha visto i Presidenti delle Province di Mantova Beniamino Morselli, di Verona Manuel Scalzotto, di Cremona Mirko Signoroni e di Parma Diego Rossi (decaduto per fine doppio mandato, ma rappresentato dal Vice Presidente Giuseppe Delsante), illustrare il documento a sostegno dell’opera, che è stato sottoscritto da 27 parlamentari eletti nelle 4 province e che verrà inviato al Presidente del consiglio Mario Draghi.

Vediamo l’elenco dei parlamentari sottoscrittori: per Cremona Claudia Gobbato, Silvana Andreina Comaroli e Simone Bossi (Lega), Anna Lisa Baroni (Forza Italia), Luciano Pizzetti (Pd); per Mantova Anna Lisa Baroni (Forza Italia), Andrea Dara (Lega), Matteo Colaninno (Italia Viva); per Parma Maria Saponara, Maurizio Campari, Laura Cavandoli e Giovanni Tombolato (Lega); per Verona Vania Valbusa, Vito Comencini, Paolo Paternoster, Roberto Turri, Lorenzo Fontana, Paolo Tosato e Cristiano Zuliani (Lega), Ciro Maschio e Luca De Carlo (Fratelli d’Italia), Davide Bendinelli (Italia Viva), Massimo Ferro (Forza Italia), Gianni Dal Moro, Diego Zardini, Alessia Rotta e Vincenzo D'Arienzo (Pd). Un elenco che comprende in pratica tutte le forze politiche, tranne il Movimento 5 Stelle (a fianco illustriamo i motivi del no). Va anche sottolineato come i 4 parlamentari veronesi del Pd abbiano condizionato la loro firma ad una mozione che sottolinea l’importanza di potenziare altre modalità di trasporto, oltre alla strada.

Morselli ha aperto la discussione: «Riparlare di TiBre autostradale sembra cosa antica, ma per noi è urgente e un modo per guardare al futuro. Si parla di TiBre da 30 anni, si è discusso molto in passato e oggi come province vogliamo prepotentemente riproporre questa infrastruttura che riteniamo estremamente importante, in aggiunta al TiBre ferroviario, per incanalare il traffico che attraversa i nostri territori, su 4 province e 3 regioni. Abbiamo l’obiettivo di mantenere in buono stato le nostre strade provinciali: ne abbiamo migliaia di km, strade su cui si genera traffico pesante a causa delle tante imprese presenti ma non nate a questo scopo. Oltre al trasporto ferroviario c’è il tema del fluvio-marittimo. Il nostro è quindi un appello a Draghi per considerare seriamente questa tematica, e finanziare e realizzare la TiBre. Sono lieto che i nostri parlamentari abbiamo compreso quanto quest’opera sia indispensabile».

«Importante - ha detto Delsante - che remiamo tutti nella stessa direzione: rappresentiamo territori importanti, e la nostra azione dimostra l’importanza delle bistrattate province. A Parma la TiBre è un tema antico per la nostra posizione geografica: siamo asse dell’Autostrada del Sole ma anche intersezione con la Cisa, e paghiamo pesantemente i problemi del traffico pesante. Spesso infatti i mezzi escono dall’Autocisa a Parma per raggiungere le autostrade verso il Brennero. Questa strozzatura è evidente da anni, e credo sia strategica ed economicamente utile l’intersezione tra ferrovia e gomma, anche in vista degli interventi sulla ferrovia Pontremolese».

È poi intervenuto Mirko Signoroni: «Anche nel Cremonese patiamo una strozzatura: ci manca un’arteria come la Cremona-Mantova, per la quale da tempo si dibatte tra riqualificazione e autostrada, che in aggiunta alla TiBre potrebbe portare parecchio indotto al nostro territorio. Nel documento che abbiamo sottoscritto indichiamo come nelle nostre province abbiano sede 270mila imprese attive, che portano lavoro ed economia. Abbiamo quindi la chance di sviluppare i nostri territori. So che a Cremona qualcuno non è d’accordo, ma l’indotto c’è e da tempo le nostre imprese chiedono la TiBre: il territorio deve mettersi a disposizione di chi fa economia e dà lavoro».

Infine Scalzotto: «Positivo che l’accordo sia stato raggiunto tra province e regioni diverse ma anche tra aree politiche diverse. Stiamo dando dimostrazione di buona politica e buona amministrazione. Vi ringrazio di avere coinvolto anche la Provincia di Verona: sono certo che la stragrande maggioranza dei nostri cittadini ha compreso l’importanza di questa opera».

Alla videoconferenza ha partecipato anche l’onorevole della Lega Andrea Dara, che ha ringraziato gli autori dell’iniziativa. Quindi, le domande dei giornalisti collegati. Sul lungo silenzio che ha coperto l’opera, i presidenti hanno ricordato come la concessione sia tuttora in vigore, anche se l’opera si è fermata al primo tratto. Non potrà far parte del Pnrr in quanto non è opera che si possa concludere in 5 anni, ma il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Bruno Tabacci ha garantito la necessaria attenzione.

La Tibre, come scritto nel documento indirizzato a Mario Draghi, diventerà l'asse di comunicazione privilegiata fra l’area tedesca e baltica e i porti tosco-liguri attraverso l’asse del Brennero, uno dei principali valichi commerciali - il primo tra quelli alpini per quantità di merci scambiate - nonché primaria porta di accesso turistica del Paese, corridoio essenziale per gli scambi ed i collegamenti tra l’Italia ed il nord Europa.

E proprio in merito alla concessione, ieri è giunta una notizia importante: il Dl Infrastrutture è stato approvato anche al Senato. Contiene tre principali provvedimenti: il primo di questi riguarda il rinnovo della concessione trentennale all'Autobrennero, con l’indicazione di un Project Financing, che secondo la posizione critica di Dario Balotta (presidente Onlit, Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti) è stato delineato ad hoc per evitare la gara richiesta da Bruxelles.

Il Movimento 5 Stelle: ecco perché siamo contrari

Come scritto a fianco, l’appello a Draghi dei presidenti di Provincia è stato sottoscritto a tutti i parlamentari del territorio ad eccezione di quelli del Movimento 5 Stelle. Per questo abbiamo chiesto ai contrari di motivare la loro posizione. La risposta è giunta con un comunicato firmato dai parlamentari Alberto Zolezzi, Danilo Toninelli e Davide Zanichelli e dai consiglieri regionali lombardi Andrea Fiasconaro e Marco Degli Angeli. Ecco il testo:

Il Movimento 5 Stelle è pregiudizialmente il gruppo politico più a favore di opere per i territori in tutto l’arco parlamentare e politico locale padano. Chiediamo ai parlamentari del Pd di sollecitare il Ministro Franceschini che sta bloccando il raddoppio ferroviario fra Mantova, Cremona e Codogno con la scusa che vuol valutare anche il cumulo con l’autostrada (di cui non esiste progetto dopo la bocciatura del primo progetto da commissione Via).

I presidenti delle Province di Cremona, Verona, Parma, Mantova si sono ritrovati per richiedere a gran voce il completamento del Tibre autostradale. Un inspiegabile spreco lungo oltre 80 km dal costo di circa 3 miliardi e che porta con sé, come un cavallo di Troia, anche l’autostrada Cremona-Mantova: l’autostrada con un buco da 1 miliardo in partenza, ossia i soldi per la tratta di 8,5 km del TiBre in comune alle due opere.

Prima di entrare nel merito, la domanda che ci nasce spontanea è se questi amministratori e rappresentanti credono veramente a quello che scrivono o se stanno semplicemente sostenendo sempre la solita malsana promessa mai mantenuta. Promessa buona per riempire di nulla le pagine dei giornali e per gonfiarsi per anni il petto in campagna elettorale .

È arrivato il momento di decidere se continuare a farsi prendere in giro o iniziare ad alzare la testa.

Davanti agli obiettivi di transizione ecologica, i 4 presidenti di Provincia, supportati dai portavoce nominati nel Partito Unico del cemento e delle visioni anni ’80, si trovano tutti insieme appassionatamente a difesa e sostegno di tre opere miliardarie che andrebbero, al contrario, smaltite come rifiuti pericolosi: la Mantova-Cremona, la TiBre e la Cispadana, perché ciascuna sottrae 10 volte più suolo rispetto a raddoppi o potenziamenti ferroviari, peggiorando l’impermeabilizzazione del suolo e facilitando l’isolamento dei territori.

Opere che portano con sé milioni di tonnellate di scorie o rifiuti che percoleranno nelle falde e magari romperanno l’asfalto soprastante come successo con le strade infarcite di sottofondi anomali.

L’autostrada TiBre attraverserà con le sue 6 corsie i colli morenici e le dolci colline di Volta Mantovana e metterà a rischio prodotti agricoli tipici e falde acquifere già violate dai cantieri Tav Brescia-Padova.

Con il Pnrr abbiamo la possibilità di implementare raddoppi ferroviari importantissimi e sviluppare una nuova modalità di trasporto merci che liberi finalmente le nostre strade dalle migliaia di Tir che oggi rendono pericolose e intasate le arterie stradali.

Il raddoppio completo della ferrovia Codogno-Mantova, il raddoppio della ferrovia fra Verona, Mantova e Modena (sempre bloccato per lasciare pedaggi alla A22 che si vuole trasformare in cassaforte di opere inutili prima di farla fallire), l’elettrificazione della Brescia-Parma e il relativo completamento del TiBre Ferroviario fino al Tirreno. La Cispadana ferroviaria con il doppio binario da Parma a Suzzara a Rovigo. Il potenziamento della linea ferroviaria Cremona, Crema, Treviglio, Milano. La metropolitana leggera da Paullo.

La riqualificazione è velocizzazione della SS10, la tangenzialina di Casalmaggiore, la tangenziale di Goito e altre piccole bretelle per liberare dal traffico i centri abitati e da mettere in sinergia, per le merci con la logica dell’ultimo miglio stradale, complementare ai raccordi ferroviari. E non ultimo un piano per i ponti del Po, ecco le grandi opere necessarie per le nostre province.

Non è costruendo nuove cattedrali nel deserto come la Brebemi, per il decimo anno consecutivo in bilancio passivo, 96 milioni nel 2020, 382 milioni in 10 anni, che si rilanciano i territori.

Non è con autostrade che devastano aziende agricole ed equilibri ambientali, con tariffe che, come quelle di Brebemi, di Pedemontana veneta e Tem, sono doppie di quelle di altre tratte nonché di scarso traffico (1/4 del dichiarato), debiti per 2,3 miliardi di euro, rate del mutuo pagate: zero.

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