Gigi Arrigoni lascia la Bissolati dopo 46 anni

CANOTTAGGIO • Proprio nell’anno della sua più grande soddisfazione, l’oro olimpico della sua pupilla Rodini, ha deciso di dire basta. Continuerà a collaborare con la Nazionale


FABIO VARESI
Nomini Gigi Arrigoni ed immediatamente pensi al canottaggio alla Bissolati. Classe 1950, per quasi un secolo ha seguito intere generazioni di canottieri, sempre con tanta modestia, ma con competenza e serietà. Neppure dopo le medaglie olimpiche di Nicola Sartori (nel 2000 a Sydney) e di Valentina Rodini (oro qualche mese fa a Tokyo) e mondiali con lo stesso Sartori (bronzo a Lucerna nel 2001) e Giacomo Gentili (oro nel 2018) si è mai vantato, dando sempre merito ai suoi ragazzi. E proprio all’apice della sua avventura bissolatina, un po’ a sorpresa ha deciso di dire basta, forse per continuare la sua decennale collaborazione con la Nazionale.

«In questo momento mi sembra di essere in stazione, dove arriva un lunghissimo treno con tantissimi vagoni, uno per ogni anno per un totale di 46», ci racconta Gigi. «Del resto, 46 anni di attività come allenatore presso la stessa società, non sono pochi! Il treno a vaporepartito all’inizio, ora è sicuramente ad alta velocità. Mi sembra ieri quando l’allora presidente Salvadori mi affidò l’incarico e da quel giorno il convoglio non si è mai fermato, anzi ha preso sempre più velocità. Ogni vagone contiene di tutto: gioie e dolori, risate e lacrime, liti e abbracci, sudore e giornate gelide nella nebbia, momenti di tensione e schiamazzi con i più giovani, giornate fra nebbia e fango e salti di gioia sul podio, ore di guida notturne e giornate calde o fredde a seguire con soddisfazione gli equipaggi. Giornate all’estero e ore a navigare sul nostro amato fiume Po, discussioni interminabili e baci di soddisfazioni, imprevisti e strabilianti sorprese, urla e inni nazionali, carezze e sferzate, encomi e rimbrotti. Ma anche allori esgambetti, amici e agguerriti rivali, batoste e vittorie, premiazioni e rimproveri, divertimento nelle scuole cittadine a propagandare il canottaggio e ore di solitudine a pensare e meditare. Gallerie buie e alla fine luce e sole, tanto ma tanto sole...». I vagoni della memoria contengono anche tanti campionati italiani vinti. Tantissime partecipazioni a Europei e Mondiali e soprattutto tre Olimpiadi (Atene, Londra, Tokyo). Tra le soddisfazioni personali, che non ha mai inseguito, ricordiamo il Premio Culot da Associazione Allenatori nel1989, quello di Allenatore dell’anno nel 1997 e nel 2015, Socio benemerito Fic nel 2004 e proprio quest’anno l’ambìto Premio Azelio Mondini.

Ed ora che succede? «Da anni ero alla ricerca di un mio valido sostituto da affiancare al fedelissimo Davide Magri, nonché a tutti gli altri collaboratori che nel frattempo si sono susseguiti e finalmente ci sono riuscito. Nel 2019 ho contattato Luca Manzoli, ex a-tleta e già allenatore con buona esperienza e risultati, ma impegnato con un’altra società fino alle Olimpiadi di Tokyo, poi posticipate al 2021. Luca ha accettato laproposta ed eccoci ad ora. Lascio una società con la quale ho ottimi rapporti e che si trova all’apice dello sport cremonese e mondiale, con un ottimo gruppo di agonisti, un buon vivaio e un ottimo staff di allenatori. Al di là deglistupendi risultati, mi rimane la grande soddisfazione di aver cresciuto centinaia di ragazzi e ragazze che ora sono bravi padri e madri di famiglia se non nonni, con cui spesso rievoco i bellissimi tempi trascorsi insieme. Perconcludere, un grazie a dirigenti e soci per quanto mi hanno permesso di crescere e della stima e fiducia accordatami».

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