I proverbi in dialetto nel clima natalizio

INIZIATIVE • Ne sono già stati applicati in città e frazioni circa 70, ma il progetto guarda lontano

Valle è la più piccola frazione di Casalmaggiore, quasi un’enclave in territorio mantovano. Proprio qui, di fianco all’ingresso della sua ben nota osteria, è stata affissa la prima delle targhe in bronzo su cui sono incisi detti e proverbi in dialetto casalasco, anzi nel dialetto del capoluogo, visto che da una frazione all’altra cambiano accenti, pronunce e sfumature. Nel caso di Valle il motto è “Mangia, bev e tàs, sat vö vivar in pas”. La scelta non è casuale perché si è cercato di scegliere la targa adatta alla struttura o al palazzo individuato. Dopo Valle è stata la volta di Fossacaprara (una targa è stata posta sul pregevole campanile romanico della chiesa di San Lorenzo), Quattrocase e infine Casalmaggiore. In tutto sono state posate una settantina di targhe, perlopiù in piazza Garibaldi e dintorni. Sul Municipio, ad esempio, si ricorda “La bundansa ad Casalmagiùr” mentre all’imbocco di via Cavour, di fianco ai manifesti mortuari, possiamo leggere “A pagà e mörar a ghè sempar temp”. I promotori dell’iniziativa sono Giuseppe Boles, Paolo Zani, Costantino Rosa e il compianto Giampietro Tenca. A loro va il merito di aver recuperato e valorizzato una fetta importante della cultura locale e cominciato a creare quella che potrebbe davvero diventare la “città dei proverbi”. Il progetto è solo all’inizio e le targhe in bronzo, ottimamente realizzate dalla ditta colornese Matthews International (ex-Caggiati), sono destinare ad aumentare. La strada percorsa per consegnare le prime targhe all’attenzione del pubblico è stata lunga, fra contatti con enti locali, richiesta di permessi e ricerca di fondi. Tuttavia Boles e soci non si sono arresi e ora possono ritenersi soddisfatti del primo risultato raggiunto. L’auspicio è che presto siano disponibili i fondi per realizzare nuove targhe da collocare nelle frazioni non ancora raggiunte e in location significative del capoluogo come la biblioteca, il Museo Diotti, il Museo del Bijou e il teatro Comunale. Ecco allora che a tutti è rivolto l’invito a dare una mano mediante un contributo che, sebbene non consenta di acquistare realmente la targa, va a sostenere il progetto e lo fa viaggiare lontano.

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