La difesa di Galimberti: «Procedure rispettate»

CASO A2A-LGH - Lunga risposta del sindaco all’interrogazione in Consiglio

La vicenda A2a-Lgh, di cui ci siamo occupati la scorsa settimana, è approdata giovedì nel Consiglio comunale di Cremona. La seduta è stata preceduta dalla notizia del ritiro delle dimissioni da parte del sindaco di Rovato Tiziano Belotti, che la scorsa settimana aveva preso la drastica decisione dopo aver ricevuto un atto di costituzione in mora a seguito dell’intervento della Corte dei Conti, che aveva sollevato obiezioni sulla mancata gara pubblica per la cessione delle quote societarie.

Rovato è una delle 5 città che ha visto l’operazione di cessione delle quote di Lgh ad A2a, oltre a Cremona, Crema, Lodi e Pavia. In questi ultimi 4 casi i sindaci nel 2015 (quando avvenne la cessione) erano tutti di area Pd, mentre Belotti è leghista, e sin dall’inizio si era detto contrario all’operazione.

Per questo motivo, dopo aver annunciato di aver ritirato le dimissioni, non si è risparmiato forti critiche nei confronti dei colleghi, in particolare di Gianluca Galimberti e Stefania Bonaldi, primi cittadini di Cremona e Crema e unici dei 4 ancora in carica. In un passo della sua lettera infatti Belotti afferma: «Le dimissioni avrebbe dovuto darle qualche altro sindaco. Ne restano soltanto due ancora in carica di Lgh. Forza Gianluca, dai il buon esempio. Ne restano invece tanti dalle parti di Cogeme. Chissà se qualcuno avrà la decenza di ammettere pubblicamente come sono andate effettivamente le cose e quale fosse davvero il pensiero del sindaco di Rovato».

Come anticipato, la vicenda è stata discussa nell’ultimo Consiglio Comunale, a seguito dell’interrogazione presentata sul tema dalla Lega, primo firmatario Alessandro Zagni. La risposta di Galimberti è stata molto lunga e articolata. Il sindaco ha ripercorso le tappe di questo lungo cammino iniziato nel 2015, partendo dal forte debito contratto da Aem, in parte anche con Lgh (30 milioni), con cui nel 2016 si stabilisce una partnership che migliora la situazione, tanto che «il rating di Aem è ora molto positivo». Galimberti ha motivato la bontà dell’operazione elencando i tanti lati positivi dal punto di vista dei conti economici, del servizio pubblico e dell’occupazione. Quanto a Lgh, anche in questo caso la situazione nel 2014 era molto problematica, e oggi, «anche in questo caso, si può concludere che è davvero un risultato strutturale di tutela di patrimonio, di rilancio di un patrimonio, di sviluppo della città».

Quanto al materiale dato alla Corte dei Conti, il sindaco ha ripercorso i passaggi più importanti e «l’impegno totale di tutela di tutti e della città», mentre in merito alla questione giuridica «possiamo affermare che ancora ad oggi la legislazione è in via di definizione e che la giurisprudenza stessa afferma la necessità di una definizione». E quindi esempi, sentenze, studi e articoli a conferma dell’affermazione. Quanto all’Anac, il Tar affermò che non può disporre l’annullamento… ma è la mera affermazione di un giudizio. Galimberti ha poi illustrato la scelta prettamente politica, «fatta a tutela di tutti e della città in primis, delle sue partecipate, del Comune, delle prospettive di sviluppo del territorio» per chiudere così: «Ecco dunque la risposta alla vostra interrogazione. Ci chiedete come tuteliamo. L’abbiamo fatto! Questa è stata ed è una operazione pensata, voluta, costruita nel totale rispetto delle procedure, sempre con lo scopo centrale ed evidentissimo di tutelare il Comune da un punto di vista economico e finanziario, la città e i cittadini, il loro patrimonio, le prospettive di sviluppo, di lavoro e di occupazione. E penso ci siamo riusciti e ci stiamo riuscendo. Con molto lavoro da fare e certo con aspetti ancora da migliorare. Insieme agli altri amministratori coinvolti seguiamo l’evoluzione degli eventi e alla luce di tale evoluzione, predisponiamo e predisporremo ovviamente, tutte le tutele necessarie anche legali per gli amministratori. Sempre nel massimo rispetto delle Istituzioni che hanno il preciso compito di controllo giuridico e giudiziario, e anche nella massima fiducia. Tutelare significa fare Politica! E l’abbiamo fatta e la facciamo. Per curare il bene dei cittadini, fare le cose per bene, con rigore e attenzione, facendosi carico dei rischi connessi a situazioni complicatissime e per certi versi drammatiche, anche se non generate da noi, ma da altri, assumendoci la responsabilità gravosa di immaginare per la città, il territorio, il Paese linee di crescita e di lavoro. La politica è pensiero e azione, elaborazione e decisione secondo tempi dati e precisi, secondo una visione strategica e un’idea di bene, mai nel proprio interesse, sempre nell’interesse di tutti. Questo abbiamo fatto e per questo stiamo dando una parte grande della nostra vita, anche famigliare, per quello che chiamiamo convintamente bene comune. Così tuteliamo la città e i suoi cittadini. Questa è Politica. Questa è bella Politica e ne vado orgoglioso».

La risposta ovviamente non ha convinto le opposizioni consiliari. La questione ovviamente non finisce qui.

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