Gentili in finale per giocarsi il podio

CANOTTAGGIO • Gli azzurri sono sempre stati in testa e oggi pomeriggio si giocano una medaglia, anche quella più preziosa. Eliminate Montesano e Rodini, entrambe molto deluse e amareggiate


FABIO VARESI
Semifinali nel complesso amare per l’Italremo, che ai Mondiali di Racice ha piazzato solo due barche in finale nelle specialità olimpiche. E a due anni da Parigi 2024, è questo il dato che conta. A far compagnia al doppio Pesi Leggeri di Ruta e Oppo (3º), c’è l’atteso quattro di coppia di Giacomo Gentili, Chiumento, Panizza e Carucci (nella foto Mimmo Perna), che è stato in testa per tutta la gara, grazie a una partenza sprint e che ha poi resistito al ritorno della Gran Bretagna, dando comunque la sensazione di non aver dato tutto in semifinale. Oggi pomeriggio alle 15.26, i campioni d’Europa possono legittimamente lottare per il podio. «Con un equipaggio rinnovato al 50%, il quattro di coppia ha dimostrato sin dalla prima messa in acqua di essere un ottimo armo e la gara di giovedì ne è la conferma», ha affermato il tecnico Gigi Arrigoni. Amarezza, invece, per la mancata finale del doppio Pesi Leggeri campione olimpico di Valentina Rodini e Federica Cesarini, terzo fino a metà gare e superato dalla Svizzera, che ha poi rintuzzato il disperato rush finale delle azzurre. «Cosa provo? Quello che prova ogni atleta dalla seconda posizione in poi: voglia di vendetta. Non sarà facile, non sarà scontato, ma è l’unico modo: andare avanti. Una palata alla volta», ha rivelato a mente fredda la Rodini, che non ha potuto presentarsi al meglio ai Mondiali dopo i problemi fisici accusati i mesi scorsi. «Sicuramente vedere un equipaggio campione olimpico non entrare in finale lascia un po’ di amaro in bocca. Purtroppo la perdita di mesi di allenamenti dovuta ai problemi di salute sia di Valentina che di Federica, ha sicuramente inciso sul risultato in una gara dove la concorrenza è altissima. L’importante è aver combattuto fino alla fine con il massimo che si poteva dare. Ora ci aspetta un buon lavoro, speriamo in salute, per le qualifiche dell’anno prossimo», ha aggiunto Arrigoni.

Mastica amaro anche la casalasca Alessandra Montesano, che dopo il quarto posto a Tokyo, sperava in un Mondiale diverso. Invece, il suo quattro di coppia con Terrazzi, Iseppi e Guerra non è mai stato in gara per i primi tre posti ed ha chiuso mestamente quinto. «Sono molto delusa e arrabbiata e anche confusa - ha commentato la Montesano - perché con le velocità che abbiamo raggiunto in allenamento, mi sorprende proprio che arriviamo in gara e poi non dimostriamo il nostro valore. Non dico che eravamo venute qui per vincere, però ero sicura che avremmo potuto fare delle belle gare. Purtroppo anche stavolta abbiamo fatto solo esperienza, ma dobbiamo cominciare a costruire per il prossimo anno, fondamentale per la nostra crescita». Sulla prova dell’equipaggio di Alessandra, Arrigoni ha precisato: «È stato fatto ex novo e pur essendo composto da atlete di valore, ha bisogno di rodaggio per trovare quell’intesa che è indispensabile dalle prime remate fino al serrate finale».




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